Parrocchia di Mestrino

comunità parrocchiale di S. Bartolomeo Apostolo in Mestrino

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La visita pastorale

Il saluto al VescovoIl calendarioLa relazioneIl messaggio del Vescovo

Il saluto al Vescovo

Benvenuto Padre Vescovo nella nostra Comunità parrocchiale, in questa Comunità grande, forse troppo grande, nella quale il piccolo seme della fede cerca, a fatica, di mettere le sue radici.

l'immagine simbolo della Visita pastoraleLe presenteremo, in questi giorni, il nostro quotidiano camminare, la gioia di appartenere a Gesù e la soddisfazione di poter far tutto ciò assieme.

Certo, non le nasconderemo le fatiche e le difficoltà, le incomprensioni e i “passi lenti”; ma, ne sia certo, c'è sempre, in ciascuno di noi, un cuore innamorato che palpita e un grande amore per la Comunità.

A volte facciamo fatica a trovare tempo per la nostra fede e dimostriamo di far fatica ad accoglierci e ad accogliere chi è diverso, perché, forse, ci lasciamo vincere dall'egoismo.

La sua presenza in mezzo a noi è un grande dono dello Spirito, perché diventa una opportuna occasione per la nostra parrocchia di dare vitalità al cammino di fede, nuova spinta per continuare, senza titubanze, a percorrere la via indicataci da Gesù.

Pregheremo, assieme a lei, lo Spirito perché, come dice la preghiera per la visita pastorale, “apra nuove vie alla nostra comunità, ridoni vita a ciò che langue, illumini le menti confuse, conforti i cuori sfiduciati, aiuti a fiorire ciò che germoglia, ridesti in noi la freschezza della fede”.

E allora grazie, Padre Vescovo, per la sua attesa presenza in mezzo a noi, per il bene che vuole alle nostre comunità parrocchiali e per l'incoraggiamento che infonderà a tutti gli operatori pastorali, che con generosa disponibilità e grande entusiasmo, si impegnano a rendere vivo ed efficace il cammino della parrocchia.

Grazie perché, con la sua presenza e la sua parola, ci mostrerà, ancora una volta, il vero centro della vita, cioè Gesù Cristo. Ci ricorderà che vale la pena di seguirlo e che, solo Lui, è in grado di illuminare questa nostra vita, a volte stanca e superficiale.

Lo Spirito Santo, che con lei invocheremo in questi giorni, dia a tutti noi la forza e la gioia di continuare a “scommettere” su Gesù.

Il calendario della Visita

Venerdì 22 febbraio

  • 08.15 - Lodi e riflessione
  • 09.00 - Incontro con la Scuola
  • 11.00 - Visita agli ammalati
  • 15.00 - Incontro con la Scuola dell'infanzia (bambini e genitori)
  • 16.00 - Visita agli ammalati
  • 18.30 - S. Messa
  • 21.00 - Incontro vicariale con Giovani, Giovanissimi ed Educatori (in sala polivalente)

Sabato 23 febbraio

  • 18.00 - Incontro con i genitori dei cresimandi
  • 18.30 - Celebrazione del Sacramento della Confermazione

Domenica 24 febbraio

  • 10.00 - S. Messa dei bambini con la presenza del gruppo “Emmanuel”
  • 11.30 - S. Messa con la Comunità e la presenza dei rappresentanti degli immigrati
  • 15.30 - Celebrazione comunitaria del Battesimo e incontro con le famiglie dei battezzati negli anni 2006 e 2007

Mercoledì 27 febbraio

  • 08.15 - Lodi e riflessione
  • 09.00 - Visita agli ammalati
  • 15.00 - Catechismo con i ragazzi delle Scuole medie
  • 16.00 - Catechismo con i ragazzi delle Scuole elementari
  • 17.00 - Visita al “Centro anziani”
  • 17.30 - Conclusione della visita agli ammalati
  • 18.30 - S. Messa
  • 21.00 - Incontro con i Consigli pastorali e gli operatori pastorali

La Relazione in occasione della visita pastorale

Introduzione

Padre vescovo Antonio, è con profonda commozione e riverenza che mi rivolgo a Lei a nome dell'intero Consiglio Pastorale in virtù del mio incarico di vice presidente.

La ringrazio anticipatamente per l'opportunità concessa e per la sua completa disponibilità all'ascolto.

“La Visita pastorale è un atto particolarmente importante e specifico del ministero del Vescovo... Essa porta molti frutti: rinnovamento della vita cristiana, rilancio dell'apostolato, rafforzamento della comunione ecclesiale... La visita pastorale è un incontro non superficiale, ma personale, amichevole, vivo e vivificante tra il Vescovo e i suoi fratelli nella fede.”

Queste parole, che Lei conosce bene, tratte dal sussidio “Il Signore viene a visitare il suo popolo”, sono senza dubbio il titolo di questa mia relazione sulla situazione pastorale della nostra parrocchia: essa vuole essere, mi si passi il termine, “a cuore aperto” nel riconoscere successi e fallimenti e avere, quindi, da Lei, consensi e suggerimenti proprio come dei figli che si confidano col padre riuniti attorno alla stessa mensa, narrandogli dubbi, ansie, preoccupazioni e ricevendo in cambio ascolto paziente, consigli e incoraggiamenti.

La nostra storia

Il nostro incarico come Consiglio Pastorale, vede i suoi natali nel giugno del 2004 dopo un cammino di preparazione della Comunità pastorale iniziato l'anno prima.

Le motivazioni alle scelte che si sono fatte per arrivare a questo, vanno ricercate senza dubbio rileggendo gli eventi che hanno caratterizzato gli scorsi sette anni.

Come lei ben sa, l'attuale parroco, don Sergio, è arrivato nella nostra Parrocchia nel settembre del 2002, dopo la morte di don Antonio Fasolo avvenuta nel dicembre del 2001 e dopo nove mesi di nomina di parroco “ad interim” di don Marco Pedron in quei tempi vicario parrocchiale.

La nostra comunità, in quel periodo, stava vivendo un momento difficile. Stamattina, Lei, nella sua riflessione alle Lodi, ha parlato proprio delle sofferenze partendo dalla Lettera di San Paolo. Ci ha detto, sull'esempio di quest'ultimo, come la vita ci metta alla prova perchè esprimiamo il meglio, per qualificarci, per stimare la consistenza della nostra fede e dell'adesione a Dio.

Qualcuno di noi, collaboratore anche allora, aveva saputo, due anni prima della morte del parroco, della sua malattia: purtroppo, si stava ripetendo quanto accaduto con don Bruno Magagna; la Comunità aveva la responsabilità di stargli vicino con l’affetto e la preghiera, senza forzature, senza cadere nello scoraggiamento.

“La vita di una comunità sarà sempre provata... È il segno dell'appartenenza a Dio”, ci ha ancora ricordato lei stamattina, ma quando un individuo si trova catapultato dentro alla sofferenza, com'è difficile vedere le cose con obiettività!

Se da un lato possiamo dire che il clima parrocchiale all'arrivo di don Sergio non fosse dei migliori tra i gruppi, per alcune incomprensioni che c'erano state tra i sacerdoti, come può accadere, oltre alla sofferenza per aver perso don Antonio, è altrettanto vero che, come laici impegnati nella pastorale, abbiamo trovato giustificazione in questo, “gettando la spugna”, senza saper dare testimonianza di unità e incrementando con il nostro atteggiamento rassegnato tale contesto.

A distanza di anni e alla luce degli avvenimenti che si sono succeduti, posso con certezza affermare che proprio nel momento in cui sembrava regnare l'assordante silenzio di Dio, è avvenuta la nostra purificazione.

Molte persone sofferenti, della nostra parrocchia, hanno offerto la loro tribolazione a Dio per questo; altri hanno preso in mano la corona del Rosario, per invocare, su tutta la Comunità, quella sapienza che trae vantaggio dalle prove.

Non tanti discorsi, tante belle parole: solo la preghiera costruisce nel nostro cuore la sensibilità di vedere, di trovare Dio nei momenti bui della vita, non dobbiamo mai dimenticarlo!

Per più di un anno abbiamo lavorato con un Consiglio Pastorale “adattato” per cercare di ricostruire coesione e armonia.

Era senza dubbio indispensabile operare in tutta la Comunità quella iniezione di fiducia e sano entusiasmo, per poter eleggere “dalla gente” i rappresentanti pastorali; tessere pazientemente quella unità di intenti che solo in Cristo trova il suo motivo di essere e la propria finalità.

Le cose migliori, innegabilmente, sono quelle che nascono non solo dalla condivisione di progetti ma anche dalla pianificazione che si mette in atto per raggiungerli.

Serviva fare degli incontri specifici per riavvicinare le persone, utilizzando possibilmente relatori capaci e coinvolgenti.

Abbiamo scelto, per questo compito, monsignor Sandro Panizzolo che ha sviluppato il tema della “corresponsabilità” con un incontro tenuto a novembre del 2003 e successivamente a gennaio dell'anno successivo monsignor Paolo Doni sul tema “la Parrocchia”.

Era la strada giusta: gli incontri hanno visto la presenza di un centinaio di persone di varie età, non come semplici spettatori, ma attivamente partecipi e interessati.

Ne abbiamo dato anche riscontro a tutta la parrocchia inserendo nei bollettini parrocchiali domenicali i punti salienti di quegli incontri, per preparare così al meglio tutta la comunità all’elezione del consiglio pastorale.

Il bollettino parrocchiale è stato usato anche come strumento di “catechesi” circa la natura, la finalità e le pecularietà del Consiglio Pastorale parrocchiale, fornendo anche le caratteristiche che devono avere i membri eletti a questo incarico.

Una gradita sorpresa, è stato leggere negli orientamenti pastorali presentati a settembre per l'anno pastorale in corso dal titolo: “Lo Spirito Santo e noi: rinnovo degli organismi di partecipazione ecclesiale”, la stessa procedura per il rinnovo del Consiglio che abbiamo adottato noi!

È proprio vero, lo Spirito Santo soffia dove vuole secondo un disegno che va al di là del nostro comune sentire o della nostra quotidianità.

Un relatore, in un incontro di catechesi, ha detto: “Noi siamo chiamati a scrivere solo una piccola paginetta del libro della vita, qualcuno di fortunato riesce anche a leggere quella prima o quella dopo, ma di sicuro solo Colui che possiede il libro della vita opera secondo un disegno che non ci è dato di conoscere. Noi dobbiamo vivere e investire il presente incarnando Cristo nella nostra vita quotidianamente”.

Per due domeniche a maggio, la nostra comunità è stata invitata a presentare le “candidature” in due modalità: proponendo sé stessi o suggerendo un'altra persona usando lo schema “io vedrei bene...”.

A questo punto, dopo che il parroco, raccolti i nomi, ha contattato quelli proposti dalla Comunità per valutare la loro effettiva disponibilità al servizio, abbiamo redatto un elenco completo di tutti gli eleggibili presentandolo all’assemblea parrocchiale. Le due domeniche successive sono state destinate alle votazioni e nella metà di giugno è stata indetta la prima convocazione.

La fine dell'anno pastorale 2004/2005 è stato dedicato alla formazione.

Il lavoro fin qui svolto

Nella primavera del 2005 abbiamo preso in considerazione il documento della CEI “Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia”. A ciascuno ne è stata data una copia per poterla visionare, leggere e studiare per proprio conto, per poi discuterla in riunione presentando il pensiero di ognuno.

Questa è stata fin da subito e lo è tutt'ora la logica che governa i nostri incontri: dopo un momento di preghiera iniziale dove chiediamo allo Spirito Santo di effondersi su di noi per far sì che i nostri interventi siano illuminati, ciascuno dà il proprio contributo nel rispetto del pensiero altrui e arrivando sempre ad un comune punto d'incontro.

Nel dibatto successivo, ci siamo chiesti quali fossero le urgenze per la nostra comunità. Sono emersi cinque ambiti:

  • catechesi
  • giovani
  • carità
  • famiglia
  • liturgia

Ogni componente ha scelto l'ambito più affine a sé stesso per conoscenza diretta o per passione e successivamente abbiamo creato delle commissioni.

Le commissioni, a loro volta, hanno potuto, liberamente, coinvolgere operatori pastorali specifici particolarmente sensibili a quel aspetto specifico o operatori in esso.

Nel biennio 2006/2008 abbiamo analizzato la Comunità partendo da questi settori e sono emerse via via della conferme oltre che nuovi suggerimenti e nuove proposte.

L’ambito della CARITA’, abbastanza carente fino a quel momento, è stato, proprio per questo, il più prodigo di iniziative.

D'altronde a cosa ci esorta san Giovanni dicendo: “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello”. Se non alla carità?

O San Paolo, quando elogia la carità dicendo: “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine”.

Qualche riscontro su quanto operato da questa commissione:

  • ha redatto un progetto, condiviso con i consigli parrocchiali di Arlesega e Lissaro, sull’abbattimento delle barriere architettoniche che impediscono il libero accesso ai luoghi ai diversamente abili e lo ha presentato all'amministrazione comunale;
  • ha aperto uno “Sportello Caritas” per soddisfare le richieste di aiuto che arrivano non solo da persone immigrate ma anche da concittadini che non riescono ad arrivare a fine mese, fornendo aiuto materiale e sostegno morale;
  • ha creato una piccola infermeria, che abbiamo inaugurato stasera, all'interno della struttura del Centro Parrocchiale con infermieri specializzati volontari per aiutare gli anziani o i meno abbienti.

Molto è stato fatto, molto ancora c'è da fare, visti i tempi che viviamo, purtroppo!

Le altre commissioni:

  • la Commissione della CATECHESI, sta affrontando la formazione dei catechisti e dell'insegnamento del catechismo dalla 1a elementare alla 3a media, secondo un metodo unico, seppur personalizzato per classe, e cerca di avvicinare e coinvolgere i genitori in quelle classi non “toccate” dai sacramenti;
  • la Commissione LITURGICA è dedita al coinvolgimento dei fedeli durante la partecipazione alla Messa domenicale con attenzione particolare ai lettori, ai sussidi ed ai canti;
  • la Commissione GIOVANI lavora a braccetto con gli animatori dei gruppi proponendo giornate a tema o incontri con personaggi, testimoni cristiani del nostro tempo;
  • la Commissione FAMIGLIA si dedica all'incontro con le nuove famiglie che arrivano in parrocchia coinvolgendole animando liturgie domenicali; approfitta, poi, delle segnalazioni che arrivano dalla Scuola dell'infanzia, organizzando con quest'ultima le feste per i bambini.

A questo punto verrebbe da pensare, caro padre Vescovo, che la nostra Comunità sia diventata, nel giro di qualche anno, il paese dei balocchi dove ogni cristiano che voglia venire a dare il suo aiuto trovi le porte spalancate e dove ogni sacerdote vorrebbe essere nominato parroco o almeno vicario parrocchiale.

Ma sappiamo benissimo che non è così!

Considerazioni

Se pensiamo al cammino che come cristiani siamo chiamati a percorrere, in molti lo immaginiamo come un sentiero di montagna, irto, pieno di sassi appuntiti e di rami che a fatica riusciamo a togliere dal sentiero.

Ma, concorderà con noi, qualche volta com'è rigenerante fermarsi a sedere su di un masso e guardare indietro per vedere la strada fatta e se la direzione presa è quella giusta!

L'importante è non stare troppo fermi o fermarsi spesso!

Ecco allora qualche “sasso nelle scarpe”.

Nonostante le numerosi opportunità di formazione che vengono date alla Comunità, come ad esempio la Lectio divina, la risposta delle persone è quantitativamente inferiore alle aspettative. E allora ci chiediamo, siamo noi a fare delle proposte poco calibrate o magari le incentiviamo troppo poco?

D'altro canto, se pensiamo alla presenza nelle Celebrazioni Eucaristiche settimanali e durante l'Adorazione (che viene proposta il martedì ed il venerdì pomeriggio) non possiamo lamentare disaffezione.

Come pure i centri d'ascolto, distribuiti abbastanza capillarmente sul territorio, che si attivano nei momenti forti (Avvento e Quaresima) vedono la partecipazione di persone che difficilmente, altrimenti, sarebbero coinvolte.

Abbiamo notato anche che, negli ultimi anni, la gente si ferma alla fine delle Messe domenicali a “fare Comunità” avvicinando quelli che per vari motivi non si vedono da un po' o chiedendo notizie di persone malate.

Ma facciamo ancora molta fatica ad incontrare le coppie giovani, e meno giovani, le famiglie che sono in difficoltà con problemi educativi verso i figli, con casi che vengono anche segnalati dalle consorelle nella Scuola dell'infanzia, ma verso i quali non si sa come intervenire.

E cosa dire degli adolescenti che sono sbandati, abbandonati dalla famiglia o parcheggiati in Centro parrocchiale che hanno bisogno di aiuto ma non hanno il coraggio di chiederlo? Come aiutarli?

Lo sportello Caritas ci segnala casi anche di italiani, e non solo di stranieri, con grossi problemi di sopravvivenza che si rivolgono a loro perché nell'Amministrazione locale non trovano risposte. L'aiuto deve venire giustamente da tutti: come sensibilizzare efficacemente tutta la Comunità?

Siamo talvolta in serie difficoltà anche con l'amministrazione dei sacramenti: ci sono dei ragazzi che frequentano il catechismo solo quando questa è la finalità e con genitori che disertano ogni colloquio. Continuiamo a dare i sacramenti a tutti indistintamente o stabiliamo delle regole chiare che coinvolgano necessariamente anche i genitori e inevitabilmente escludiamo qualcuno?

I gruppi all’interno della parrocchia non sono ancora autonomi e propositivi.

Qualche gruppo poi, nonostante la richiesta di unità, non segue le linee guida, ma sceglie un cammino “alternativo” e assistiamo talvolta ad eccessi di protagonismo che non sempre con la carità fraterna si riescono a correggere.

E i lontani? La parrocchia riesce ad essere quel pugno di lievito o quel granellino di senape per avvicinarli non con le parole ma con un comportamento coerente e sincero?

Riesce a trasmettere quella forza che deve essere di aiuto a ciascuno di noi nel proprio ambito di vita, laddove siamo chiamati ad essere testimoni di Cristo?

Un'ultima osservazione: Lei che ha visitato i malati, incontrato genitori, famiglie, giovani, scuole che idea si è fatto della nostra pastorale, ha notato una sensibilizzazione nella gente, un amore verso la nostra comunità?

Domande che giriamo anche a Lei padre Vescovo per avere i suoi suggerimenti.

Conclusione

Carissimo padre Vescovo, questo nostro incontro arriva a conclusione, per così dire, della visita pastorale iniziata nella nostra comunità venerdì scorso e che in stasera, vede il suo completamento.

Voglio concludere il mio intervento, ringraziandoLa per il dono che ci ha fatto affidandoci alla guida di don Sergio e don Marco.

Sono, di certo, persone umane con i loro pregi e difetti, come ciascuno di noi, ma di loro apprezziamo soprattutto il loro “essere sacerdoti”, l'essere “al servizio”; ammiriamo la passione che hanno per Cristo e che trasuda dalle loro omelie domenicali sempre cariche di stimoli per la nostra quotidianità.

Saremmo tentati di dirle con una piccola battuta da gergo sportivo: squadra vincente non si cambia... Ma sarebbe come non riconoscere, in ciascuno dei sacerdoti inviati alla nostra parrocchia, quella provvidenza che, attraverso lo Spirito Santo, manda le persone secondo un discernimento da leggere attraverso la luce della preghiera.

Il nostro compito come cristiani, infatti, non è quello di criticare le scelte che vengono fatte, ma di pregare incessantemente per tutti i sacerdoti perché siano sempre un segno coerente ed edificante della scelta di appartenenza a Dio che hanno fatto.

La ringrazio ancora a nome del Consiglio Pastorale e di tutti gli operatori presenti per questo incontro.

Le prometto il nostro ricordo nelle celebrazioni e negli incontri di preghiera per il suo apostolato e la raccomando alla Madonna perché la possa sostenere ogni giorno nel suo cammino fatto di incontri e anche di decisioni.

Colei che è il Tempio dello Spirito Santo, possa sempre guidarla e assisterla, particolarmente nelle scelte più difficili, per il bene della nostra diocesi di Padova, alla quale siamo orgogliosi di appartenere.

 

Mestrino, 27 febbraio 2008

Fabio Carmignotto
Vice Presidente del Consiglio pastorale

Il messaggio del Vescovo a conclusione della visita pastorale

Carissimo don Sergio,
pace e bene!

Desidero esprimere a te e a tutti i parrocchiani di Mestrino la mia sincera gratitudine per l'accoglienza cordiale riservatami nei giorni della mia venuta tra voi per la Visita pastorale.

Sono stato molto contento delle celebrazioni ben preparate e vivamente partecipate, come pure degli incontri comunitari e personali, della visita alle Scuole, agli ammalati nelle loro case, dell'incontro vicariale con i giovanissimi, i giovani e gli educatori.

Un “grazie” particolare a te, a Don Marco, a Don Albino, al diacono Demis, alle Suore e agli altri tuoi più diretti Collaboratori per l'impegno profuso nel preparare la Visita e nell'accompagnarne lo svolgimento.

Sottolineo la Celebrazione della Cresima, sia per assicurare ancora i cari adolescenti della mia affettuosa vicinanza, sia per esortare la comunità a sostenere i Cresimati con la preghiera e la testimonianza, perché siano fedeli ai buoni propositi formulati in questa tappa fondamentale della loro vita cristiana.
Fatelo con grande amore e speranza.

Grazie a tutti per i doni e i “ricordi” con cui avete gentilmente sottolineato l'evento di grazia che abbiamo vissuto insieme. Mi rendo fin d'ora interprete anche della gratitudine dei fratelli bisognosi che potrò soccorrere con le vostre generose offerte.

Vi rinnovo l'augurio di una Pasqua serena e ricca di grazie divine, mentre vi saluto e benedico di cuore confermandomi

affez.mo in Cristo Padre Vescovo Antonio